domenica 13 novembre 2005

“Il più grande uomo scimmia del pleistocene” di Roy Lewis

Autore: Barone Birra

“Il più grande uomo scimmia del Pleistocene” è uno degli esempi letterari meglio riusciti del filone dell’“anacronismo comico”, vale a dire quel genere in cui la storia dell’uomo viene ripresa e romanzata, facendo riferimenti a situazioni moderne e conferendole tratti più divertenti: Roy Lewis ci racconta infatti le vicende della vita quotidiana di una famiglia di australopitechi, delle loro gioie, dei loro dolori, dei loro viaggi, delle loro conquiste, nella Rift Valley di migliaia di anni fa. La storia dei cavernicoli protagonisti è costellata dalla scoperta delle innovazioni tecniche che hanno permesso all’umanità di prevalere sulle altre specie, a partire dal fuoco fino ad arrivare all’allevamento, il tutto ovviamente letto in chiave umoristica; e ad esse si affianca la scoperta di altri “importanti” situazioni del vivere umano, quali ad esempio le tecniche per conquistare una donna. Lewis è bravissimo a rendere l’idea della progressiva crescita di questa “proto-famiglia” (che è simbolo dell’intero, anche se ancora molto ristretto, genere umano dell’era), attingendo sapientemente alle teorie evolutive, unita a situazioni spassosissime, riuscendo così a dar vita ad episodi tanto divertenti da far invidia a qualsiasi sceneggiatore di “sit-com”: in fondo lo stesso romanzo può essere definito una “sit-com preistorica”. L’autore dunque crea una sorta di “paleoantropologia dell’humour” molto personale, dando ai suoi personaggi tratti caratteriali, modi di comportamento e di rapportarsi totalmente moderni, come li si potrebbe individuare a pieno nella società di oggi, di cui ritroviamo, nei personaggi stessi, anche gli aspetti negativi (seppur mediati da un velo di ironia), come ad esempio il timore del diverso; i problemi della vita di uomini-scimmia, come evitare per un giorno ancora le zanne di una tigre dai denti a sciabola, si uniscono a problemi più “novecenteschi”, come mantenere buoni rapporti con i “vicini” di caverna. Molto scorrevole e ben scritto, “Il più grande uomo scimmia del Pleistocene” è un libro davvero divertente, degno della mente di un Darwin sotto effetto di marijuana.

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