domenica 13 novembre 2005

Helen of Troy Beach Contest

Autore: Yuri Monti

l contest “Helen of Troy Beach” si protraeva ormai da dieci anni, e a fasi alterne aveva visto prevalere ora i White Akeis, ora i The Troians, le due band in gara. I White Akeis avevano fatto la loro fortuna soprattutto nella zona dell’Europa mediterranea, nonostante il gruppo fosse stato sempre scosso dalle frizioni tra i suoi componenti: il leader e batterista Jim Agamennon, assieme al fratello B. B. Menelaow, chitarrista degli Akeis, avevano dovuto subire il crescente successo del carismatico cantante Greg Achilles, cugino dello sfortunato bassista Jeff Patroclus. Gli screzi interni al gruppo non furono mai risolti, e accompagnarono la band alla partenza per il contest. L’altra band in gara erano i The Troians, capeggiati dal leggendario cantante e chitarrista Billy “The King” Pryam, a cui si erano uniti il bassista Robert Hector ed il batterista Adam Pharid. Giunti a Troy Beach, i White Akeis si sistemarono presso il lussuoso albergo “The Accampament”, con splendida vista sulla spiaggia; a pochi metri di distanza risiedevano invece i The Troians, che avevano occupato un ex-locale, il “The Reggia”, convertendolo in loro casa e sala prove. Inevitabili furono gli scontri tra le due band: quasi ogni sera un locale veniva sfasciato dalle risse tra Pharid e Menealow, ed innumerevoli furono le volte in cui Agamennon dovette sganciare verdoni per pagare la cauzione al rissoso Achilles. Il concorso procedeva a rilento per via dei numerosi indugi della giuria, composta dai famosi critici della rivista “Gods of Olympus”. Intanto, presso il “The Reggia”, sesso e droga si accompagnavano alle sessioni sempre meno entusiasmanti della band, alla continua ricerca della vena ispiratrice con cui contrastare i White Akeis. Ma se ad ovest di Troy Beach si piangeva, ad est non si rideva: Agamennon e Achilles si sopportavano sempre meno, e a farne le spese erano gli arredamenti del “The Accampament” e gli interni del loro tour bus; l’insofferenza spaccava in due il gruppo e, nonostante le raccomandazioni degli altri componenti, Jim colse l’occasione per sferrare un nuovo colpo basso al biondo Greg: dopo l’ennesima notte brava in compagnia delle groupies, Agammennon lascia l’hotel assieme ad una di loro, Mary Jane Briseid, che intanto era diventata l’amante di Achilles. Furioso per la fuga amorosa, il cantante decide, con sgomento dei fan e degli altri compagni di band, tutti ormai speranzosi per la sempre più vicina vittoria nel contest, di abbandonare gli Akeis. Accompagnato solo dalla sua Harley modello “Xanto” e dalla sua Fender, Achilles si ritirò in una comunità hippy a venti chilometri da Troy Beach. Galvanizzati dalla notizia, i The Troians iniziarono a sfornare una hit dopo l’altra, mentre i rivali di sempre si perdevano nelle conseguenze dell’imprevisto cambio di line-up; la riscossa dei rockers di Ilio però non tardò a farsi sentire anche fuori del palco: Patroclus, caduto in depressione, non riuscendo a reggere la pressione del nuovo ruolo di front-man, cominciò a far uso di droghe pesanti. Venuto a sapere di ciò, Robert Hector passò, durante una festa presso un loft vicino alla spiaggia di Troy Beach, una partita mal tagliata al giovane Jeff; risultato: quella stessa notte, il cugino di Achilles, nonché bassista dei White Akeis, fu trovato riverso nella vasca da bagno della sua stanza, soffocato dal suo stesso vomito. Achilles, informato dell’accaduto dal manager degli Akeis Klaus Ulysses, rientrò in città in occasione dei funerali di Patroclus, ed incontrò, in uno storico rendez-vous, Agamennon, assieme al quale progettò la mitica e quanto mai insperata reunion. E così, feriti nell’animo, dopo aver trangugiato dodici bottiglie di Jack Daniel’s, gli Akeis sfornarono una performance splendida: Agamennon, nel bel mezzo del concerto, spezzò in due le bacchette, suonando a mani nude fino a farsele sanguinare; Menelaow, ispirato come non mai, si dilungò in quarantacinque minuti di assolo, sciogliendo lentamente le corde con dell’acido; Achilles, impugnando il basso del cugino scomparso, si appiccò fuoco alle gambe e, mentre le guardie cercavano di spengerlo, lanciò un estintore contro un attonito Hector presente tra il pubblico. Il bassista dei The Troians finì in coma e, dopo un’agonia di tre giorni, se ne andò; inutile ricordare che i White Akeis finalmente vinsero il contest: i festeggiamenti andarono avanti per una settimana, ed ad interromperli fu per l’ennesima volta il fato. Greg Achilles, quella maledetta notte, completamente obnubilato dalla tristezza che lo accompagnava come un’ ombra e da un mix di innumerevoli droghe, si schiantò all’uscita di una curva a 120 km/h, raggiungendo Patroclus nell’ Ade degli eroi dei rockers. Il contest “Helen of Troy Beach” finì, e le due band irrimediabilmente travolte dal destino ripartirono: i The Troians si sciolsero, dando vita a propri side-project; i White Akeis tentarono di sfruttare il loro momento d’oro, ma a pochi anni di distanza e dopo l’ennesimo greatest hits dissero addio allo sfrenato mondo del rock, schiacciati dalla loro stessa fama e dall’arrivo dei gruppi di quella che viene ricordata come “NWOPOTS”, la “New Wave Of Populations Of The Sea”. Ma questa è un’altra storia.

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