martedì 1 novembre 2005

EDMOND

Autore: Federico Giammattei - Responsabile Festival

di Stuart Gordon

Un uomo di quarantasette anni si accorge di aver sprecato il suo tempo, rimanendo inerme di fronte ad una vita priva di vere emozioni; una vita dedicata al lavoro e a una donna che non ama più da anni. Pianta tutto e intraprende un viaggio iniziatico nella New York del vizio e del crimine. Il regista del cult movie Re-animetor realizza, da una sapiente sceneggiatura di David Mamet, un’opera inedita rispetto alla sua precedente filmografia (il primo film non horror) scandito da humor nero e dialoghi tra il grottesco e il filosofico. William H. Many interpreta magistralmente un personaggio (Edmond) schiacciato dall’oppressione sociale; sensibile e spietato; l’animo di Edmond è pronto a scoppiare come una bomba ad orologeria di fronte ai pericoli che la società nasconde dietro ogni angolo. Un film permeato da violenza emotiva e cinismo, dove man mano che il viaggio si avvicina alla fine, persino un’innocua vecchietta che non risponde ad una domanda è capace di scaturire l’ira violenta del protagonista; come se ormai anche il più banale degli stereotipi comportamentali dell’uomo fosse il prodotto malsano di una società nella quale si può sopravvivere solo adoperando le stesse armi dalle quali dobbiamo difenderci. Un drammatico percorso ineluttabile verso la lacerante consapevolezza di camminare in un mondo che si autodivora, dove l’unico limbo di salvezza è rappresentato dalla cella di una prigione, dove la solitudine e il distacco ci possono permettere di capire chi siamo veramente.

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