sabato 5 novembre 2005

Black Rebel Motorcycle Club: Howl

Autore: Pietro Ortolani, Vicedirettore esecutivo 4rum.it

In ogni classe c’è un tizio che siede all’ultimo banco, simpatico, tranquillo, che non prende mai più della sufficienza. E così, capita che tale tizio venga condannato a vita alla sufficienza, anche quando meriterebbe molto di più. Incontestabilmente, i “ragazzi da ultimo banco” della nuova scena rock sono i Black Rebel Motorcycle Club, che invece, con il loro ultimo lavoro, Howl, all’improvviso “alzano il tiro” rispetto agli album precedenti, denotando una buona maturità nella ricerca artistica. Per dirla in breve, siamo ben oltre il cliché “maltratto una Gibson, do le spalle al pubblico e sudo molto, il tutto in piccoli club fumosi”. Eppure, probabilmente, i BRMC rimarranno sempre quei simpatici ragazzoni dell’ultimo banco, con i giubbotti di pelle e le facce stravolte da chissà quali bagordi di sesso-droga-rock’n’roll.

Provate a darci un orecchio, invece: molti dei difetti del passato sono superati, il suond è assai più interessante e variegato, il tutto suona assai sincero. La produzione dei precedenti dischi era un po’ artefatta: l’omonimo primo album, ad esempio, era caratterizzato da abbondanti sovraincisioni, cosicché vi trovavate a chiedervi quante decine di chitarristi si stessero sovrapponendo. Qui, invece, siamo al limite della presa diretta: strumenti acustici, zero fronzoli e tanta passione blues. Se i vecchi pezzi erano tirati un po’ per le lunghe, questi sono estremamente stringati, anzi, quando finiscono avresti quasi voglia di un’altra strofa. Insomma, la carne al fuoco è molta e ben cucinata.

Se vi siete macinati le orecchie su Led Zeppelin III, questo oggettino potrebbe fare la vostra gioia. D’accordo, tra qualche anno nessuno si ricorderà più di dischi come Howl – chi lo nega? Nondimeno, qui abbiamo canzoni semplici e appassionate, che meriterebbero qualcosa di meglio del totale oblio.

Foto: mrmatt, flickr.

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