mercoledì 19 ottobre 2005

L’uomo in più

Autore: Pierpaolo Simone

Sono appena terminate le riprese de L’amico di famiglia, il nuovo film che Paolo Sorrentino porterà nelle sale non prima di Settembre 2006. Fino a qualche mese fa il regista napoletano era un illustre sconosciuto: due film all’attivo (L’uomo in più e Le Conseguenze dell’amore), tanti premi racimolati in tutto il mondo – tra cui spicca il Certain Regard allo scorso Festival di Cannes – e qualche migliaio di spettatori sparsi per l’Italia. Poi, i David di Donatello (ben cinque!) gli hanno aperto la strada del successo e della notorietà. Forse.
Vien da pensare, come sottolinea Domenico Procacci (FANDANGO) che anche questo film sarà prodigo di riconoscimenti all’estero e passerà quasi inosservato in Italia dove, al primo premio utile, riempirà le sale. E tutti i discorsi sulla fine del cinema italiano vengono vanificati dalla bravura di giovani registi come Matteo Garrone, Saverio Costanzo e lo stesso Sorrentino. Segno questo che il problema risiede altrove. Per chi non l’avesse visto, L’uomo in più(2001) è uno straordinario lungometraggio che segna l’esordio alla regia del giovane regista napoletano. Toni Servillo e Andrea Renzi sono legati da una curiosa omonimia. Entrambi sono nati il quindici agosto. Entrambi si chiamano Antonio Pisapia. L’uno(Toni Servillo) è un cantante cocainomane all’apice del successo, l’altro(Andrea Renzi) è un calciatore con un solo sogno nel cassetto: fare l’allenatore. Quando i due, per motivi diversi, si troveranno in guai seri (il cantante sparisce dalle scene dopo una denuncia per violenza su una minorenne, l’altro resta fuori dai campi di calcio per un terribile infortunio procuratogli dai compagni di squadra per non aver accettato di entrare a far parte di un giro do scommesse) faranno i conti con le difficoltà di un’esistenza che non lascia scampo. Almeno a loro.
L’uomo in più del titolo è lo schema tattico che perfeziona Andrea Renzi nel tentativo di utilizzare uno schema d’attacco con quattro punte. Sorrentino gioca con lo spettatore, lo lascia spiazzato, porta sullo schermo personaggi spregevoli (un cantante cocainomane, un associato alla mafia ne Le conseguenze dell’amore e un usuraio ne L’amico di Famiglia) che alla fine non si possono non amare, restando impressi per la capacità di analizzarne ogni aspetto, ogni minimo dettaglio. Maestosa la scena iniziale (provate ad indovinare la citazione) e quella centrale del sogno di Servillo, anche lì un omaggio al più grande regista italiano di tutti i tempi. Se poi si aggiungono le musiche di Pasquale Catalano e una regia che non lascia fiato, questo film merita davvero di essere considerato uno dei migliori lavori italiani degli ultimi anni.
Curiosità: il personaggio del cantante ricalca molto la figura di Franco Califano mentre la tattica dell’uomo in più esiste davvero ed è stata davvero utilizzata in passato da una squadra di serie C2. La frase:
“Nella vita possono succedere tante cose”
“Sarà, ma nella mia non succede mai niente”

0 commenti: