sabato 29 ottobre 2005

Kill Bill

Autore: Francesco Zavattari - Direttore di 4rum.it

Ci sono film che si possono definire tali in quanto le immagini che li compongono occupando metri e metri di inutile pellicola. Sono questi che ci hanno abituato a considerare “la serata al cinema” come un pericoloso gioco d’azzardo; una partita contro 2 ore di tempo più o meno inutili. E così, sfornati con inquietante regolare cadenza arrivano un po’ da ovunque prodotti davvero scarsi, privi di novità, privi di quel barlume di genio che un regista che così si definisce dovrebbe almeno in parte conservare. Horror confezionati con il packaging più costoso ma sostanzialmente vuoti, senza motivo di essere conservati nella mente degli spettatori per più di una settimana. Dove sono finiti quelli in grado di competere con Shining? Spariti. E poi ancora storielle d’amore da due soldi cotte e ricotte aventi per burattinaio i produttori “–geniali+facoltosi” e per marionette visi da copertina più adatti a comparire in silenzio su Vogue piuttosto che ermeticamente animati sul telone dei cinematografi. E ancora Kolossal che ci riempiono gli occhi di rumore… troppo fumo e niente arrosto? Che sia questo il problema? Sicuramente non è accusa che si possa muovere ad autori come quello in questione, il maestro di un genere a sé, Quentin Tarantino, che vuoi vedere che alla fin fine con la sua iper-violenza mai gratuita, con i suoi dialoghi perfetti e d’altri tempi, fraseggi di montaggio da nuovo manuale del cinema, sceneggiature, musiche e scenografie sempre azzeccate risulta essere oggi uno dei pochi signori di Hollywood (e non solo per conto in banca)… Tarantino o lo si ama o lo si odia esattamente come i suoi personaggi, come i suoi film, come la sua ultima geniale creatura “KILL BILL”. Ormai già parecchi mesi fa nostro signore del Pulp ci aveva inchiodato allo schermo con la prima parte delle vicende “della Sposa” per 91 minuti netti, carichi di quel qualcosa che farebbe riconoscere un film di Tarantino anche guardandone 30 secondi a metà della storia. Poi, a distanza di qualche tempo ecco che ci ripropone il secondo volume di questo fantastico manuale, diverso se pur complementare al primo, contenitore di qualcosa di veramente ammirevole. Fare la lista delle cose eccelse di questo film è quantomeno banale ed è comunque uno schema applicabile a tutti i precedenti “fratelli”, da Le Iene a Jakie Brown passando per il capolavoro Pulp Fiction. Rischiando di essere ripetitivo data la lista fatta in precedenza, considerando questo Kill Bill visto nella sua integrità dei primi due volumi, non posso che non soffermarmi a riflettere punto per punto, come una lista della spesa. Cast: come sempre eccelso. Che Tarantino utilizzi giocatori ormai esperti quali Uma Thurman, invecchiati come David Carradine o novellini come alcuni partecipanti dei suoi film, l’equazione rimane costantemente bilanciata sul canone della perfezione, merito non solo di chi recita ma anche di chi guida la situazione. Regia: inutile commentare. Prendete la migliore regia dei migliori maestri del cinema, mescolate il tutto in un eccentrico gioco di omaggi e plagi voluti e calcolati, con un pizzico di costante innovazione e avrete l’arte di Quentin Tarantino. Montaggio: impeccabile. Mai troppo lento, mai troppo veloce, mai banale. Cronometro perfetto dell’evento cinematografico e mediatico che scorre sullo schermo. Sceneggiatura: prevedere di meglio è difficile. La successione e l’intrecci delle scene sono visibilmente calcolati al millimetro anche nei punti in cui il tutto deve apparire improvvisato. Scenografia e Fotografia: merito ai suoi fautori. Altri film dove trovo ambientazioni, colori e luci tanto intelligenti e ricercati sono quelli del maestro Kubrik, dove niente sembra lasciato al caso ed ogni cosa dall’accendino di una comparsa alle piastrelle dei bagni pubblici, può essere giustificata con profonde radici storico-cinematografiche. Musica: La colonna sonora di Kill Bill come degli altri film, presenta pezzi (originali e non) che potrebbero essere considerati “fuori moda” (basti pensare all’apertura del volume1 affidata a “Bang Bang (My Baby Shot Me Down) - Nancy Sinatra” abbinata in maniera fantastica alle immagini), guarda caso però il cd con le tracce di Kill Bill Vol.1/2 è stato e continua ad essere in posizioni rilevanti delle classifiche mondiali. Insomma, la lista potrebbe stendersi per chilometri ma gli stessi complimenti potrebbero risultare alla fine riduttivi. KILL BILL è un’opera unica, potente, elegante non solo da vedere con in mano i pop corn ma anche da assorbire con l’attenzione di quando ci si predispone al seguire una lezione di cinema.

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