GROUND ZERO 2001 - 2011: UN PRESEPE

Lucca. La chiesa del Crocifisso, un piccolo gioiello ormai sofferente e interdetto ai più. Al suo interno, un piccolo-grande evento, un'esperienza emozionale come raramente capita di fare...

Luoghi d’arte: la Pinacoteca Nazionale di Cagliari

La redazione dà il benvenuto a Giovanni Graziano Manca che si presenta al pubblico di 4rum.it 'raccontando' la magnifica realtà della Pinacoteca Nazionale di Cagliari.

UN INTRECCIO DI CAPOLAVORI AL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO

In attesa degli eventi che accompagneranno l'inaugurazione del Nuovo Teatro dell'Opera, il Maggio Musicale Fiorentino ha offerto, nei giorni scorsi, un interessantissimo tuffo nei grandi capolavori...

In scena "Giovanna al rogo"

Sul palcoscenico del 'Giglio' di Lucca, il nuovo lavoro del Teatro del Carretto

The Soft Machine

Siamo felici di pubblicare il primo articolo di Ilenia Venditti, cui la redazione di 4rum.it dà il benvenuto sperando che voglia proporci nuovi contributi. Buona lettura!

Vi presentiamo il primo spot di Tictalo!

In anteprima su 4rum.it il primo spot del giovane social network.

DEBUTTO DI UN'ELEGANTE CANTATRICE

Massimo Castri torna in quel Metastasio di cui è stato direttore dal 1994 al 2000, inaugurandone la stagione di prosa con la Prima Nazionale di 'La cantatrice calva'... Di Silvia Cosentino

I demoni di Prada e la letteratura

Il diavolo veste Prada mi è sembrato un ottimo spunto per riflettere su quell'appartenenza reciproca tra la moda e la letteratura di cui la cultura italiana non è mai stata molto consapevole... Di Alessandro De Caro

Dreaming of moderate reality

[.BOX] presenta in global opening con Marsiglia,in occasione dell'apertura della 24° edizione di Les Instants Vidéo 2011, Dreaming of moderate reality, screening curato da Marc Mercier

BETH MOON - Selected Works 1999-2011

Una personale di Beth Moon per la mostra autunnale di PH Neutro a Verona, con la selezione di circa trenta opere realizzate dall’artista americana tra il 1999 e il 2011.

'Nove mele per Eva' a Pesaro

Abbiamo seguito la compagnia 'Teatro Giovani' di Lucca durante la sua tappa pesarese. Ecco a voi tutte le foto!

Ehi, ci si legge su Tictalo!

Dal 4 ottobre arriva Tictalo, socialnetworking all’italiana

Eventi letterari: il diario di Julio Cortazar

Diamo il benvenuto al nostro nuovo redattore Alessandro De Caro, già attivo nella scuderia del nostro partner 'Paper Street', si presenta a noi con questa interessante recensione

mercoledì 25 gennaio 2012

FULL Magazine 'sbarca' a Malta e Gozo!









COMUNICATO STAMPA DALLA REDAZIONE DI FULL MAGAZINE

Siamo felici di annunciare che FULL Magazine 6, la cui uscita è prevista per la metà di marzo, presenterà un ricco speciale dedicato alle splendide Malta e Gozo!

A partire da questo numero, infatti, FULL raggiungerà regolarmente La Valletta e l'isola di Gozo, attraverso un circuito culturale selezionato di cui daremo dettaglio in seguito.

Appena tornato da questo fantastico viaggio con un enorme bagaglio di fotografie, contenuti ed emozioni, FULL Magazine desidera ringraziare, prima di tutto, le moltissime persone e realtà che, a vario titolo, hanno contribuito in modo indispensabile alla realizzazione dell'intero reportage.

Dopo Liverpool, Mosca, lo Yemen, Roma e Madrid, FULL incrementa decisamente la propria attenzione rivolta al tema del viaggio attraverso un lavoro fotografico e contenutistico ancora più completo. Vi aspettiamo come sempre numerosi per godere con noi di questo incredibile tour!

FULL™ Magazine

domenica 15 gennaio 2012

Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia al Teatro Comunale di Pietrasanta


Dopo il debutto dello spettacolo in Prima Nazionale al Teatro Manzoni di Pistoia, Francesca Inaudi, nel ruolo dell’ incantevole Holly e Lorenzo Lavia, l’ impacciato Paul, saranno i protagonisti di Colazione da Tiffany, quarto appuntamento della stagione di prosa organizzata dalla Fondazione La Versiliana.

Divenuto un classico senza tempo - grazie alla memorabile interpretazione di Audrey Hepburn nel film di Blake Edwards - Colazione da Tiffany sarà in scena al Comunale di Pietrasanta martedì 17 gennaio alle ore 21.15, nella riduzione teatrale di Samuel Adamson dell’omonimo romanzo di Truman Capote.

A firmare la regia dello spettacolo Piero Maccarinelli, che restituirà al pubblico la versione italiana del titolo, tradotto da Fabrizia Pompilio, dal quale non bisognerà però aspettarsi le atmosfere distese e brillanti del film, quanto piuttosto il clima cupo, cinico e l’incertezza degli anni ’40 che aleggia nel romanzo di Capote, con un finale sospeso così come nelle intenzioni dell’autore.

Creatura selvatica e adorabile Holly, sarà interpretata da Francesca Inaudi che torna in teatro dopo 10 anni di lontananza, che l’hanno vista protagonista al Cinema e in Tv, mentre Lorenzo Lavia sarà l’interprete di Paul, ruolo che nel film fu di George Peppard. La Inaudi porta in scena una Holly un po’ lolita cresciuta, un po’ traviata, più somigliante a Marilyn Monroe che non alla Hepburn, per rendere omaggio, a 50 anni di distanza, alla verità narrativa e alle intenzioni di Capote, che nel suo romanzo si era ispirato proprio a Marylin, senza però poi riuscire a ottenerla come protagonista del film.



Biglietteria: prezzi e orari.
I biglietti per lo spettacolo del Teatro Comunale di Pietrasanta sono in vendita al Teatro in Piazza Duomo a Pietrasanta (Lu) e negli orari di apertura del Cinema Comunale. Saranno inoltre in vendita dalle 17 alle 19 nei due giorni precedenti lo spettacolo e il giorno stesso della rappresentazione. Info tel. Tel. 0584 795511 e Fondazione La Versiliana Tel. 0584 265733 – 265735. Prenotazione e prevendita anche online su www.ticketone.it).
Prezzi: Platea 24,00 (ridotto 21,00); Galleria 15,00 (ridotto 12,00), Galleria Speciale Gruppi Studenti 10,00. Le riduzioni si applicano anche ai minori di anni 25, oltre i 65 anni e portatori di handicap.
Per info www.laversilianafestival.it

sabato 14 gennaio 2012

Alessandro Preziosi è Cyrano al Teatro del Giglio


Cyrano de Bergerac, l’infallibile poeta spadaccino dall’enorme naso, è uno dei personaggi più conosciuti e amati del teatro. È il francese Edmond Rostand che ne inventa la storia e compone la famosissima commedia omonima, ispirandosi alla figura realmente esistita di Savinien Cyrano De Bergerac, estroso scrittore dalla sfrenata fantasia. Pubblicata nel 1897, la commedia di Rostand fu da subito un eccezionale trionfo di pubblico e critica: da allora in poi il racconto dell’amore nascosto di Cyrano per la cugina Rossana, dei suoi versi appassionati e delle sue smargiassate amare, hanno fatto entrare Cyrano de Bergerac nel novero dei capolavori irrinunciabili.

La regia di questo nuovo allestimento, e il ruolo di Cyrano stesso, sono affidati ad Alessandro Preziosi. Con movimenti scenici curati da Nikolaj Karpov, si punta a riportare sulla scena il coinvolgente ritmo della commedia, liberando tutta l’irresistibile e vitale creatività del Cyrano poeta, delle sue trovate comiche e della raffinatezza dei suoi versi, e il coraggio indomito e libero del Cyrano eroe e uomo di spada. Forte della rinnovata odierna attenzione al teatro di parola, questo Cyrano de Bergerac vuole raggiungere un pubblico ampio, facendo tornare a teatro anche i giovani.

Prodotto da Khora.teatro e dal Teatro Stabile d’Abruzzo, di cui Preziosi è direttore artistico, questo allestimento si inserisce nelle attività che il TSA promuove e sostiene, avendo fiducia nel teatro come fucina di creatività positiva, capace di apportare un contributo decisivo alla trasformazione della vita culturale italiana.


Teatro del Giglio di Lucca
martedì 17, mercoledì 18 e giovedì 19 gennaio 2012, ore 21.00

Cyrano de Bergerac
di Edmond Rostand
traduzione e adattamento Tommaso Mattei

regia Alessandro Preziosi
scene Andrea Taddei
costumi Alessandro Lai
luci Valerio Tiberi
musiche Andrea Farri
collaborazione artistica e movimenti scenici Nikolaj Karpov

con
Alessandro Preziosi Cyrano de Bergerac
Benjamin Stender Cristiano
Valentina Cenni Rossana
Massimo Zordan De Guiche
Emiliano Masala Le Bret
Marco Canuto Regenau-Valvert

e con
Giuseppe Tosti, Francesco Civile, Gianni Rossi, Salvatore Cuomo, Sara Borghi, Natasha Truden, Gianna Raspini, Bianca Pugno Vanoni



Biglietti da 10 a 30 euro.
Info www.teatrodelgiglio.it.
Prenotazioni Biglietteria Teatro del Giglio, Piazza del Giglio, 13/15 – Lucca.
Tel. 0583/465320, e.mail: biglietteria@teatrodelgiglio.it.

lunedì 9 gennaio 2012

"4:48 Psychosis" al Teatro San Girolamo di Lucca


Testo lancinante della drammaturga inglese Sarah Kane, 4:48 Psyhosis (scritto nel 1999) porta sulla scena la complessità di una mente umana estenuata dalla privazione degli affetti e dalla solitudine. Il cuore della notte è il momento di maggiore attrazione al suicidio; ma 4:48 Psychosis non è semplicemente (come suggerisce la regista Valentina Calvani) l’ultima lettera di un suicida; è il grido di chi lancia una richiesta di aiuto, un’invocazione alla necessità di dare e ricevere amore e attenzione, è l’espressione di un disagio nella speranza che non resti inascoltato. In esso si esprimono innumerevoli voci, ma Sarah Kane non ha lasciato detto quanti debbano essere gli interpreti di quelle parole.

Valentina Calvani ha deciso di avere sulla scena un’unica attrice come interprete di tutte quelle voci, considerandole di un’unica persona alla ricerca della propria identità. Per questo ruolo così complesso, è stata scelta Elena Arvigo, che con grande e vero talento dà corpo alla pièce. Diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, selezionata nel 1999 per l’Ecole des Maitres con i maestri Eimuntas Nekrosius, Massimo Castri, Jacques Lassalle, una preparazione di danza classica e contemporanea perfezionata al London Studio Centre, è attrice italiana con un occhio alla scena internazionale, il cui curriculum di tutto rispetto spazia dal cinema alla televisione al teatro. E’ stata di recente impegnata in teatro in "Addio al nubilato" di Francesco Apolloni e “Le signorine di Wilko” di Alvis Hermanis, e al cinema in “Mangia, Prega, Ama” al fianco di Julia Roberts.

Valentina Calvani ed Elena Arvigo mettono in scena 4:48 Psychosis riconoscendovi il desiderio di portare alla luce la speranza celata nel disagio, per rimettere il pubblico in contatto con la propria umanità e compassione.



Lucca, Teatro San Girolamo
venerdì 13 gennaio 2012, ore 21

4:48 PSYCHOSIS
di Sarah Kane
con Elena Arvigo
regia Valentina Calvani
scene, costumi e ideazione luci di Elena Arvigo e Valentina Calvani
musiche originali Susanna Stivali

Biglietti: posto unico 20 euro

Info www.teatrodelgiglio.it.
Tel. 0583/465320, e.mail: biglietteria@teatrodelgiglio.it.

domenica 8 gennaio 2012

J. Edgar - Clint Eastwood

Autore: Stefano Lorusso

Una delle prime immagini di “J. Edgar” è il calco di gesso del volto di John Dillinger, conservato sotto una teca di vetro in un ufficio dell’FBI. La maschera pietrificata di un cadavere, realizzata al momento dell’uccisione del criminale più ricercato d’America. Se il cinema è l’arte di scolpire il tempo c’è una dichiarazione subliminale dentro quella visione appena sorvolata, che prelude alla comparsa dei volti invecchiati dal make-up di Hoover e degli altri protagonisti del film. Il trucco nell’ultimo film di Clint Eastwood costituisce un elemento fondamentale: le maschere del tempo sui volti degli attori principali rivelano chiaramente il loro essere estensione artificiale di resina e silicone, eppure lasciano trapelare una inconsueta sincerità, un perfetto e calzante realismo visionario. Ed è un magnifico trucco anche il geniale utilizzo che Eastwood fa del mezzo cinematografico: per approdare alle verità più profonde sulla identità nazionale americana occorre sfrondare la storia dai cascami della mitologia, e nessun mezzo come il cinema offre l’opportunità di costruire meglio abbaglianti distorsioni agiografiche e opposte scarnificazioni anti-retoriche.

Dopo “Changeling” ,“Flags of our fathers” e “Gran Torino” in “J. Edgar” si configura il nuovo capitolo di un articolato percorso di desaturazione di un intero immaginario collettivo, che attraverso la cruda elisione di tutto ciò che è artefatto, posticcio, retorico e adulterato mira ad individuare i nuclei primari e fondanti della identità nazionale americana. Per farlo, dipingendo la vicenda umana di un personaggio caleidoscopico come Hoover, Eastwood utilizza il grande artificio cinematografico al massimo delle sue potenzialità mistificatorie. La scansione temporale subisce una continua frammentazione, portando a risultati ancora più estremi la rapsodica struttura narrativa a mosaico già utilizzata in “Bird”, il film della filmografia eastwoodiana forse più simile a “J. Edgar” nel suo andamento e nella sua scansione cronologica. Come Kurosawa in “Rashomon”, Eastwood racconta e ritratta, osserva e rilegge le vicende personali di J. Edgar Hoover muovendo il cursore dello spazio-tempo lungo cinquanta anni di storia americana, e vagliando un altro tassello di una filmografia che nelle sue pieghe più profonde affonda dentro le radici del sistema valoriale statunitense e della sua storia nazionale. Trasversale uomo di potere, capace di attraversare da capo dell’FBI una guerra mondiale e otto presidenze di vario colore, Hoover in “J. Edgar” è un personaggio analizzato nella sua estrema complessità, umana e politica. La delicatezza con cui viene raccontata la sua vita privata pone ancora una volta in rilievo l’assoluta maestria di Clint Eastwood nel tratteggiare la pienezza e l’insondabile ricchezza delle relazioni umane. E sul piano politico la figura del capo storico del Bureau non esce di certo sconfitta dal confronto tanto con il fronte democratico quanto, ed è l’aspetto più interessante, con figure della destra nazionalista e populista americana. Il nome del senatore McCarthy affiora durante una intervista, e viene subito etichettato da Hoover come “opportunista” e come soggetto che non ha mai avuto a cuore i destini del suo paese. E Richard Nixon sarà per Hoover un subdolo oppositore, nonché il presidente dello scacco definitivo e della avanzata inarrestabile del male dentro i palazzi del potere.

Nel ritratto di Eastwood l’uomo che è stato uno dei più acerrimi anticomunisti della storia americana, feroce antagonista dei movimenti per i diritti delle minoranze, appare legittimato da una statura etica e morale che lo distingue dai suoi oppositori e rivali. Mai Hoover, a differenza di Nixon, piega i meccanismi del potere al suo interesse personale: la bussola che orienta il suo agire è il bene della nazione. Un imperativo manicheo, semplicistico ma profondamente sincero ricevuto in dote, insieme ad una educazione sentimentale repressiva e castrante, da sua madre. Ed è singolare che questo personaggio così controverso, ennesima reincarnazione di un Leviatano che si rigenera continuamente nell’esercizio autarchico del potere, come il Divo andreottiano, instauri una peculiare rete di rapporti interni con altri mondi paralleli di celluloide, coevi o tangenziali rispetto al “tempo” del racconto del film di Eastwood. Il modello archetipico del cittadino Kane wellesiano, i tic e le nevrosi di Howard Hughes, la balbuzie di re Giorgio, l’epopea di celluloide del nemico pubblico manniano e la sua antitesi bifronte incarnata dal “G-Man” di James Cagney. Fino a suggerire un ipotetico corollario della tetralogia sul potere di Aleksandr Sokurov: J. Edgar salvato e redento, emendato dalle sue colpe in extremis grazie ad un vincolo scritto di appartenenza, espressione finalmente libera di un sentimento ineludibile eppure mai confessato.

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