domenica 28 febbraio 2010

Nuova rubrica e nuova redattrice

4rum.it ha il piacere di inaugurare una nuova rubrica dal titolo Hollywood '40 '50.
La curatrice sarà Roberta Montella, giovane e brillante laureata, esperta di cinema con particolare conoscenza dei generi noir e woman's film anni '40, così come del melodramma (o family melodrama) e musical sbocciati negli anni '50.

4rum.it è lieto di dare il benvenuto a questa nuova 'penna' il cui stile tecnico, preciso ma fresco e fruibile da parte di ogni lettore rappresenta un sicuro arricchimento della nostra testata.

Si parte con il primo pezzo: Notorious – L’amante perduta

Notorious – L’amante perduta

Di Alfred Hitchcock - 1946

Autore: Roberta Montella

Il regista inglese più conosciuto al mondo gira, nel 1946, un film che François Truffaut ha definito 'la quintessenza di Hitchcock'. Notorious, primo capolavoro del periodo americano, narra la storia d’amore e di suspence tra un ispettore della CIA, interpretato da Cary Grant, e una donna dal dubbio passato, portata sullo schermo da Ingrid Bergman.
Negli anni ’40 la cinematografia hollywoodiana attraversa un periodo di transizione, proponendo allo spettatore nuovi generi che continuano e rompono, al tempo stesso, la tradizione del film classico, inteso in termini di rappresentazione. Il ruolo della narrazione onniscente, della ripresa oggettiva, dell’azione che domina il personaggio (il quale viene configurato come soggetto pieno e unitario) sono elementi stilistico-formali che vengono messi in discussione dal noir e dal woman’s film. I due generi si affermano introducendo nuove strutture narrative e visive, ma soprattutto una più complessa configurazione riguardo i personaggi. Il primo è teso a rappresentare la crisi del soggetto maschile, che compie una ricerca sul mondo e sulla donna. Il secondo propone, invece, la ricerca del soggetto femminile, che diventa sempre un’ indagine su se stessa e sul proprio desiderio. Notorious si pone esattamente a metà tra i due generi. Innanzitutto perché si tratta di una spy story: le atmosfere, i luoghi, la suspence sono tipici del noir. Inoltre, perché il racconto poggia in gran parte sulle soggettive e, di conseguenza, sulla traiettoria del desiderio della protagonista, Alicia. Questo espediente appartiene al woman’s film. Hitchcock riesce a far emergere una scrittura filmica e uno stile visivo che, all’interno della classicità, mostra chiaramente aperture verso le più moderne pellicole cinematografiche. L’azione lascia il posto alla narrazione delle dinamiche relazionali create tra i due protagonisti, chiusi in una trappola d’amore e di pericolo. La bellissima ed affascinante Alicia è innamorata dell’ispettore Devlin, il quale ricambia il sentimento: ma affari di Stato, di orgoglio e di dovere ostacolano puntualmente il loro legame che rimane sospeso, come il fiato dello spettatore, davanti ai movimenti della macchina da presa e alle sequenze, sempre agghiaccianti e piene di attesa, che caratterizzano ancora oggi le opere di questo grande autore.
Notorious (titolo originale del film) si riferisce alla nota fama della donna, solita a bere e lasciarsi andare durante perverse feste prima del suo ravvedimento, che coincide con la decisione di collaborare con la CIA e con l’innamoramento per l’ispettore. Da questo punto in poi tutto si complica: Alicia deve avvicinare un sospetto uomo d’affari, arriverà a sposarlo fino a quando non rischierà di morire avvelenata per mano di quest’ultimo e della madre di lui. Nei film di Hitchcock le dinamiche psichiche riferite al rapporto edipico vengono costantemente contemplate per giustificare atteggiamenti, mancanze e pregiudizi dei vari personaggi coinvolti nella storia. L’ispettore Devlin, che fin dalla prima sequenza appare di spalle rispetto all’obiettivo, ricopre il ruolo di un uomo misterioso e accattivante. Riserva molte perplessità sulla donna e il suo compito, salvo poi cambiare opinione ed emozione, fino a salvarla nell’ultima sequenza che decreterà anche il salvataggio del loro amore. La spy story, come lo stesso regista ha dichiarato, è un pretesto per la love story. Notorious è un film da riscoprire, non solo per la bravura e la competenza degli attori e dell’ autore, ma anche per il piacere di ritrovare qualità, differenza e attualità nel cinema del passato.

E' on-line il nuovo video-clip della Middle Crossing: "Missing Time" dei Sensitive to the lite

GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE IN ALTA DEFINIZIONE:
http://www.youtube.com/watch?v=Se4gy0SwxWE

Regia: Lucio Laugelli
Montaggio e Post-produzione: Marco Calabrese
Con: Lorenzo Allegro
Realizzato con la collaborazione di Giacomo Lamborizio, Giovanni Pesce e Luca Robotti.

Il sito della casa di produzione indipendente:
http://www.paperstreet.it/home-middle...

Lo space dei Sensitive to the lite:
http://www.myspace.com/officialsensitive

venerdì 26 febbraio 2010

I PRERAFFAELLITI ED IL SOGNO ITALIANO

Da Beato Angelico a Perugino, da Rossetti a Burne - Jones


Ravenna, MAR, dal 28 febbraio 6 giugno 2010


Autori: Elio NASCOSI e Maria Cristina NASCOSI

Un evento assolutamente da non perdere, quello di cui al titolo. Si tratta, infatti, della prima mostra organizzata in Italia sul movimento nella sua interezza.
Dedicata al Preraffaellismo, “I Preraffaelliti e il sogno italiano da Beato Angelico a Perugino, da Rossetti a Burne-Jones”, sarà ospitata dal Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna dal 28 febbraio al 6 giugno prossimi, per poi spostarsi
all’Ashmolean Museum di Oxford dal 15 settembre al 5 dicembre.
E’ stata curata da Colin Harrison, Christopher Newall, Claudio Spadoni ed è promossa dal Comune di Ravenna, dall'Assessorato alla Cultura, dal Museo d'Arte della Città e dall'Ashmolean Museum di Oxford, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.
Gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, e dei patrocini dell’Ambasciata Britannica, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Emilia - Romagna e della Provincia di Ravenna.
Vuole indagare il ruolo artistico e culturale dell’Italia per un ismo culturale a tutto tondo che, nato in Inghilterra a metà del XIX secolo, si impose come risposta all’accademismo ufficiale tutto rivolto al recupero di un’arte spontanea e ispirata alla natura, identificata con l’arte dei pittori del passato prima di Raffaello, donde il nome.
La brillantezza dei colori, l'attenzione ai particolari naturali, l'estrema semplicità e l'intensità dell’espressione furono elementi della pittura medievale che affascinarono quel gruppo di giovani artisti inglesi capitanati da William Holman Hunt, ispirati dall’Italia con la sua arte, il suo paesaggio, la sua letteratura, la sua storia.
Tra i membri fondatori della Confraternita ci fu Dante Gabriel Rossetti: figlio di un esule italiano, fratello della poetessa Christina Rossetti, trovò una delle sue principali fonti di ispirazione negli scritti di Dante – specie ne La Vita Nova, da lui tradotta in lingua inglese - e realizzò una magnifica serie di acquerelli e dipinti ad illustrare alcuni episodi chiave della Divina Commedia.
Enfatizzò, non casualmente, il secondo nome, Dante, datogli dal padre: l’Alighieri fu per lui, probabilmente, quello che Virgilio era stato, a sua volta, per lo stesso Dante.
Anche Burne-Jones realizzò opere tratte da soggetti legati alla letteratura italiana.
Il Preraffaellismo mutò poi in quello che è comunemente chiamato Movimento Estetico: gli scritti di critici come Charles Algernon Swinburne e Walter Pater sul Rinascimento italiano furono un riferimento per i pittori inglesi.
Il critico John Ruskin, l’autore de Le pietre di Venezia – The stones of Venice, supportò il gruppo pre-raffaellita e fu l'ispiratore di un gruppo di artisti che in quel periodo visitò l’Italia con l'intento di studiare attentamente la natura e di documentare l’architettura e le opere d’arte a beneficio del pubblico inglese che mai avrebbe avuto la possibilità di visitare quei luoghi. Un certo numero di pittori e disegnatori lavorarono direttamente per Ruskin, per documentare edifici e dipinti che lo studioso credeva in pericolo o per restauri incauti o per l'incuria del tempo
Successivamente, Rossetti lavorò con William Morris ad alcuni disegni per la loro manifattura (in particolare a motivi per vetrate e carta da parati, ma non solo), le famose Arts and Crafts, arti applicate, che avrebbero coinciso con altri ismi, successivamente, come il Liberty ed il Futurismo.
In mostra anche opere del ferrarese Lorenzo Costa e della sua Scuola, provenienti dalla prestigiosa Accademia Carrara di Bergamo.
Il catalogo, con i contributi di Maurizio Isabella, "Rapporti storici e politici tra Italia e Gran Bretagna nel XIX secolo"; Martin McLaughlin, "L'interesse per la letteratura italiana nella cultura inglese del XIX secolo", Claudio Spadoni, "I maestri italiani del XIV e XV secolo", Colin Harrison, "La riscoperta dei primitivi" e Christopher Newall, "I Preraffaelliti e l'Italia", è edito da Silvana Editoriale.

Lourdes

di JESSICA HAUSNER

Autore: Maria Cristina Nascosi

Nostra Signora di Lourdes o, più semplicemente, la Madonna di Lourdes, è uno degli appellativi dati a Maria Vergine, madre di Gesù, secondo la chiesa cattolica e si riferisce ad una delle più venerate apparizioni mariane, quelle di Lourdes, paese dei Paesi Baschi, in cui tra l’11 febbraio ed il 16 luglio del 1858, una giovane pastorella, Bernadette Soubirous, disse di aver avuto 18 manifestazioni della ‘bella Signora’.
Distribuito da Cinecittà Luce, nelle sale il film è arrivato l’11 febbraio, anniversario, per l’appunto, della prima delle apparizioni di cui sopra, in 70 co­pie, dopo la presentazione ufficiale all’ultima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, dove il film era in concorso, tra i più votati dalla critica e più applauditi dal pubblico.
Opera dell’austriaca Jessica Hausner, la pellicola in cui l’Ave Maria di Schubert è notevole glossa integrante, narra una vicenda che volutamente vuol rimanere super partes o, meglio, extra partes anche se ci riesce a...fatica.
Nelle aspettative – e nel trailer – la narrazione è, infatti, ben più ‘lieve’ di quanto poi non sia.
Certo la sua sospensione di giudizio lascia libertà e respiro ad una storia che facilmente avrebbe potuto ‘uscire da un credibile seminato’, ma un dolore sommesso, ineludibile, pare comunque percorrere tutta la pellicola
Non un film, dunque, da manuale, come fu Bernadette, di Henry King, protagonista una Jennifer Jones agli esordi, non ancora la grande diva de L’amore è una cosa meravigliosa, che, però, con questa sua interpretazione, il giorno del suo 25esimo compleanno vinse l'Oscar, ma un testo da vedere per riflettere un po’ più a fondo sulle cose di questo nostro sempre più problematico e difficile (da vivere) pianeta.

DA BRAQUE A KANDINSKY A CHAGALL

Autori: Elio NASCOSI e Maria Cristina NASCOSI

AIMé Maeght e i suoi artisti

Ferrara, Palazzo dei Diamanti
28 febbraio – 2 giugno 2010

Certo, la cosa migliore sarebbe ammirare molti di quei capolavori nella ‘sede naturale’ da cui provengono, la Fondazione Marguerite e Aimé Maeght, a Saint-Paul de Vence, luogo meraviglioso della Provenza, ‘creato per la loro immagine e somiglianza’, ma sarà comunque una grande emozione il vederli a Ferrara, a Palazzo de’ Diamanti, sede estemporanea di eccellenza.
La prima mostra di questo 2010, infatti, è dedicata ad opere di grandi artisti raccolte da Aimé Maeght insieme con la moglie: fu editore di fama e, soprattutto, fondatore a Parigi di una delle gallerie più innovative del suo periodo, nonché di un vero tempio dell’Arte dedicato alla creazione artistica e un crocevia internazionale di pittori, scultori, scrittori, musicisti e intellettuali.
La Galleria, la Fondazione e la sua stessa residenza divennero, dunque, un punto d’incontro del mondo artistico e intellettuale, dal cui confronto nacquero straordinarie creazioni collettive.
Ferrara Arte presenta la mostra Da Braque a Kandinsky a Chagall. Aimé Maeght e i suoi artisti, la prima in Italia dedicata alla Galleria Maeght e alle vicende che ne segnarono la storia. L’esposizione si rivela anche l’occasione per studiare un aspetto della storia dell’arte del Novecento fino ad oggi poco indagato, ma assolutamente fondamentale: il mercato dell’arte e i suoi principali animatori, i mercanti e i galleristi.
Un centinaio di opere – soprattutto dipinti, ma anche sculture, ceramiche, disegni, incisioni, affascinanti fotografie e volumi illustrati delle Edizioni Maeght – permetterà di ripercorre il ventennio d’oro che intercorre dall’apertura della galleria parigina nel 1945 all’inaugurazione della Fondazione nel 1964, momento culminante di questa storia, sia dal punto di vista creativo che della notorietà internazionale.
La rassegna è suddivisa in undici sezioni tematiche, legate tra loro, come un filo rosso che si snoda lungo tutta la mostra, dall’attività editoriale della galleria e dalla rivista Derrière le miroir, le cui uscite accompagnavano ogni esposizione con funzione di catalogo, entrambe originali traguardi raggiunti nell’intento di far dialogare le altre discipline con quelle figurative, come Musae Geminae.
Oltre cento opere, soprattutto dipinti, ma anche sculture, ceramiche, disegni, incisioni, fotografie d’epoca e volumi illustrati delle Edizioni Maeght, permettono di ripercorre il ventennio d’oro che va dall’apertura della galleria parigina nel 1945 all’inaugurazione della Fondazione nel 1964.
La mostra, a cura di Tomàs Llorens e Boye Llorens, è organizzata da Ferrara Arte in collaborazione con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, il Comune di Ferrara, la Provincia di Ferrara, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, la Cassa di Risparmio di Ferrara e Parsitalia Real Estate.
Catalogo edito da Ferrara Arte Editore con testi degli stessi curatori e di Chiara Vorrasi.

mercoledì 10 febbraio 2010

AVATAR

di James Cameron

Autore: Maria Cristina Nascosi

Uscito in ritardo - è stato distribuito nei cinema di tutto il mondo tra il 16 e il 18 dicembre 2009. per consentire al cine-panettone di turno di non fallire al botteghino, arriva nelle sale AVATAR, quello che pare essere il film più costoso degli ultimi tempi.
L’ultima ponderosa co-produzione anglo-americana di James Cameron è un film di fantascienza in 3D del 2009, ideato, diretto e prodotto da lui stesso.
Narra di un marine costretto su una sedia a rotelle che accetta di trasferirsi sul pianeta Pandora (distante anni luce dalla Terra) al posto del fratello morto. Costui era uno scienziato la cui missione era quella di esplorare il pianeta mediante un avatar...
Avatar è il primo film ad utilizzare il nuovo logo della 20th Century Fox, animato da Blue Sky Studios, creatori de L'era glaciale
Ormai è sempre più forte la voce che Avatar avrà il suo sequel, anche se Joe Letteri, il visual effects supervisor del film, ospite all’ultimo Future Film Festival di Bologna, a gennaio scorso, non si è lascito sfuggire nulla in merito.
Grande fermento all’evento bolognese per l'appuntamento con il "making of" del kolossal di James Cameron. A Palazzo Re Enzo, una Sala del Quadrante gremita ha accolto, come si diceva, con grande entusiasmo, Joe Letteri e numerose immagini della lavorazione del film tra cui il materiale della Weta Digital, presentato in prima mondiale che ha affascinato i presenti tanto da meritare numerose ondate di applausi non previste.
In poco più di novanta minuti il pubblico è stato immerso nelle tappe della lavorazione dell'immagine che dalla recitazione degli attori, registrata in Motion Capture, ha portato al risultato sintetico finale.

In 60 giorni il film firmato James Cameron (che di certo avrà ulteriore traino dagli Oscar), è riuscito ad incassare qualcosa come 2,351,605,000 dollari. Può non essere stato contemplato un numero due per un simile successo? Certo che no. Ecco allora che la 20 Century Fox si appresta ad avallare una nuova fatica del regista, cercando di battere ora il chiodo.
La storia attorno alla quale girerà il sequel di Avatar è ancora top secret anche se si parla molto dei Na’vi.

martedì 9 febbraio 2010

Amici – Il “puffo blu” esce dalla porta e rientra dalla finestra

Autore: Vanna Cavallina

Tutto normale mi sono chiesta? E se fosse uscito Stefano, sarebbe stato salvato? Dubito molto.
Ma che senso ha escludere prima il salvataggio dei professori per recuperarlo poi? …e Loredana era veramente terza in classifica? Lasciamo perdere. Tutti gli anni, a parer mio, c’è sempre qualcosa che non mi convince. Forse interessi esterni prevalgono sulla ricerca del talento? Non voglio neppure pensarlo, ma non perché non sia possibile o per ingenuità, ma perché da non più giovane spettatrice spero sempre nella miracolosa ricomparsa del valore dell’onestà e della trasparenza. Forse chiedo troppo, non interessa più a nessuno, anzi ad insistere si guadagnano solo punti per la patente da fessi, ma se solo qualcuno la pensasse come me sarebbe già una piccola consolazione.
Vedo Amici dalla nascita del programma, ed ero veramente ammirata dall’impostazione che era stata data alla “scuola”, con docenti validissimi, molta sensibilità verso i ragazzi, un’impostazione che premiava la meritocrazia, l’educazione e l’impegno. Purtroppo anno dopo anno qualcosa si è sgretolato e non sempre evoluto. L’ingresso di elementi un po’ ribelli al sistema, ma che facevano aumentare gli ascolti, hanno di volta in volta sconvolto l’equilibrio interno creando anche tensioni tra i docenti che hanno ben presto seguito l’esempio degli alunni. Quindi non solo litigate e battibecchi fra chi dovrebbe imparare ma anche fra chi doveva insegnare e quindi dare il buon esempio. Ma lasciamo perdere, questo fa parte della nuova comunicazione televisiva… se non si sbraita alzando la voce e se non si parla sopra senza lasciare parlare chi ancora educatamente cerca di spiegare le proprie ragioni od opinioni non ci si sente importanti e non si fanno ascolti.
Ma torniamo alla serata. Premetto che non ho una particolare antipatia o simpatia per il ballerino blu, e che chiamarlo puffo blu era solo per il colore della squadra, non sono certo io che posso fare critiche sull’altezza che ogni giorno di più mi avvicino al metro e mezzo. Ma trattandosi di un’occasione di dare la possibilità di realizzare un sogno a ragazzi dotati, desiderosi di imparare e che non sempre hanno avuto la fortuna di essere economicamente supportati dalle famiglie, mi è sembrato ingiusto fare entrare di corsa Rodrigo e quasi esclusivamente per il serale, bravo e già super qualificato per poter sostenere provini ovunque, a discapito di un bravo ragazzo che oltre ad essere un ballerino serio e bravo era anche un ottimo esempio di alunno educato e rispettoso.
Devo riconoscere che quest’anno a confronto degli ultimi precedenti anni, il livello di preparazione e soprattutto educazione è notevolmente aumentato, peccato che le tensioni della competizione e del serale stiano decadendo e che i più litigiosi siano diventati i docenti.
Un consiglio: Guardatevi “IO CANTO”. Sono bambini minori di anni 16, bravissimi, non competitivi fra loro, disciplinati e con dei visetti sempre allegri e contenti che ti trasmettono tanta gioia e speranza per un futuro migliore. Auguri!

Cordialmente. Vanna

lunedì 8 febbraio 2010

FIORI - Natura e simbolo dal Seicento a Van Gogh

Autore: Maria Cristina Nascosi


Forlì, Musei San Domenico
Fino al 20 giugno 2010

La "Frasca Fiorita", è l’opera più celebre conservata nei Musei del San Domenico di Forlì. Da quell’ umile capolavoro ancora pervaso dal mistero, si sviluppa la grande mostra dedicata ai fiori e alla loro vita nell'arte.
Partendo dalle opere di grandi maestri quali Hayez Delacroix, Guercino, Dolci e Cignani si è cercato non solo di trovare una risposta a questo mistero, ma pure di seguire da vicino il percorso evolutivo di quella "pittura fiorita" dapprima appannaggio dei "Fioranti", per poi divenire linguaggio universale arricchito da simboli e allegorie.
100 capolavori che dal Cinquecento all'Ottocento raccolgono il meglio di quelle correnti Barocche, Simboliste e Ottocentesche che aprono un punto di vista totalmente nuovo, portando alla luce l'intensità e la sapienza che anima le opere a soggetto floreale dei grandi protagonisti del mondo dell'arte. Nella splendida teoria esposta trovano spazio opere di Cagnacci, Gentileschi, Dolci, Rembrandt – con lo straordinario Ritratto della moglie come Flora – e poi Appiani, Hayez, Manet e Monet, Cézanne, Renoir, De Nittis, e Zandomeneghi, fino alle soglie del Novecento con Böcklin, Klimt, Van Gogh ed i ferraresi Mentessi e Previati, in un iter espositivo affascinante e senza eguali che finisce a ridosso di un’opera di estrema avanguardia di Giovanni Boldini, altro grande ferrarese dove uno splendido e sensuale braccio di donna, dal sapore formale già futuristico, è il protagonista assoluto di un quadro senza precedenti nella storia dell’arte, quasi una premonizione della panoramica del braccio cinematografico della contessa Livia Serpieri/Alida Valli, la protagonista della pellicola di Visconti che con largo gesto percorre tutta la scena teatrale milanese nel suo primo capolavoro a colori, Senso, del 1954.

Con Paolo Poli non solo spettacolo ma anche cultura

Autore: Vanna Cavallina

Ieri pomeriggio le due ore dello spettacolo sono volate. Complimenti! Un bravo attore non delude mai, ma soprattutto la professionalità gli consente di dar luce anche ad altri che con Lui portano avanti lo spettacolo. Bravissimo Poli, ma bravi tutti!
A mio modesto parere, e sempre attenta alla scarsa preparazione della nuova generazione, lo spettacolo di Paolo Poli si presta molto anche alla didattica scolastica. Il sillabario è stato per tutti noi, non più giovani, il primo libro di scuola. Ora, già in prima elementare hanno zaini pieni di ogni cosa, ma purtroppo non sempre il peso dello zaino è proporzionale al peso dell’istruzione.
Lo spettacolo, per la carrellata storica degli aneddoti supportato dalla splendida coreografia pittorica degli artisti del Novecento, offrirebbe ad un docente tanti spunti per approfondirne gli argomenti in un modo piacevole e sicuramente, molto più interessante di sterili letture fatte in classe tra lo squillo di un messaggino e l’altro. Occasioni come queste andrebbero estese all’intera scolaresca dalle medie alle superiori, per un reciproco vantaggio. Lezioni più interessanti ed un avvicinamento allo spettacolo teatrale di un giovane pubblico, rapito in età sempre minore dalla discoteca con tutte le conseguenze che ne derivano.
Se non si offrono alternative valide, dire “NO” non basta.
L’eleganza di Paolo Poli non muta nel tempo, fisicamente sempre curato, ben risalta e fa risaltare i tanti costumi che si susseguono nello spettacolo. Nonostante che di anni ne siano passati tanti, in ogni sua opera emerge l’eterno Fanciullo sempre presente in Lui. Che meraviglia quell’occhio birichino che accompagna le battute un po’ osé, ma mai volgari. Solo a teatro lo possiamo vedere. Ormai la televisione ci sta facendo vedere il peggio di tutto, se non urli, non offendi e non dici parolacce non sei nessuno. Che tristezza!
Vorrei concludere con una canzone di Mina: Grande, grande, grande, Paolo Poli!

lunedì 25 gennaio 2010

Nasce newStorming.it

Comunicato stampa

Nasce newStorming.it
Il sito, già attivo in versione Beta, troverà il suo sviluppo ottimale nelle settimane a seguire, anche in funzione del successo che sarà in grado di riscontrare.
newStorming.it è un blog dedicato a notizie di cronaca, politiche, sportive, oltre che a curiosità e informazioni su spettacolo, scienza, gossip e molto altro.
La particolarità di questo nuovo servizio è che non produce contenuti originali ma presenta una selezione tratta da diverse importanti testate online.
Ogni notizia viene esposta con un'anteprima fotografica e alcune brevi righe d'introduzione che permettono all'utente di acquisire rapidamente la sostanza delle principali notizie del giorno.
Ogni visitatore ha la possibilità di commentare i post senza bisogno di registrazione alcuna. Chi volesse approfondire la lettura dell'articolo originale potrà farlo per mezzo degli appositi link presenti in ogni post.
newStorming.it ambisce a stimolare il pluralismo dell'informazione proponendo una panoramica variegata su differentissimi stili giornalistici uniti in un unico blog.

BAMBINA E’ LA MEMORIA - A CHILD IS MEMORY

In occasione del prossimo giorno della memoria

Autore: Maria Cristina Nascosi

Bambina è la memoria.

Ricordi quando
giocavamo sotto un
grande albero verde
ed il vento gelido
dell’odio
non aveva ancora
sfiorato i suoi turgidi petali bianchi?

Bambina è la memoria
che non vuole scordare
un orrore
quasi negato,
talvolta.

Nei colpevoli oblii del quotidiano rancore.

Bambina è la memoria
che ti urge
anche quando ti assonni.

Bambina è la memoria
che cerca la vita anche quando non c’è
- coerenza del non vivere -
che vuol crescere
per non dimenticare
ma anche per rinascere,
e per rivivere
infine – finalmente
libera
ad un nuovo domani.

sabato 23 gennaio 2010

Corot e l’arte moderna

Autore: Maria Cristina Nascosi


VERONA, Palazzo della Gran Guardia, fino al 7 Marzo 2010


A Verona, fino al 7 marzo 2010, si terrà presso il Palazzo della Gran Guardia, la mostra Corot e l’arte moderna, Souvenirs et Impressions.
L’esposizione inedita è curata da Vincent Pomarède, conservatore capo del Dipartimento di Pittura del museo francese e organizzata dal Museo Civico di Castelvecchio di Verona.
Un'occasione per poter ammirare i capolavori dell’artista definito l’ultimo dei classici e il primo dei moderni, Jean-Baptiste Camille Corot, un vero ‘maestro della luce’, alla stregua di Rembrandt o Caravaggio, mutatis mutandis, si capisce
La mostra è un iter svolto tra un centinaio di dipinti del maestro francese raffrontati con quelli degli artisti a cui si è ispirato o che ha influenzato, in un arco temporale lungo quattro secoli, da Poussin a Picasso.
Il percorso è la prova visiva di come l’arte di Corot abbia profondamente suggestionato non solo la prima generazione di impressionisti, ma, in un certo senso, anche i fauves, i cubisti e l’arte astratta, lungo una teoria di rapporti e sfumature visibili grazie agli accostamenti tra le sue creazioni e quelle di Denis e Sisley, Monet, Renoir e Cézanne, Mondrian, Braque e Picasso.
E uno splendido ‘viaggio’, sviscerato in tre modi diversi, in tre diverse ed imprescindibili chiavi di lettura, è quello fatto, alcune settimane fa, di notte durante una delle sue magnifiche trasmissioni in notturna, da Gabriele La Porta, responsabile proprio di Rai Notte che in compagnia dell’assessora alla cultura del comune di Verona, e di uno psicanalista, ha mostrato alcuni dei quadri di Corot, quasi tutti in realtà, rapportati a quelli degli altri grandi di cui sopra che gli fan da corollario di…lusso.
Ed infine ha ripercorso con una carrellata e la sola musica di sottofondo l’intera mostra, per far apprezzare ai palati più fini, la bellezza quasi senza commento, se non quello imprescindibile quasi dell’armonia musicale, di un evento visivo che, probabilmente, rimarrà un unicum nel suo genere.
Davvero da assaporare con i cinque sensi, Corot e l’arte moderna, Souvenirs et Impressions.
Il catalogo è edito dalla Marsilio.

sabato 26 dicembre 2009

Primo cortometraggio targato 'Middle Crossing'

La Middle Crossing, casa di produzione indipendente, spin-off di Paper Street, ha lanciato da pochi giorni il suo primo cortometraggio visionabile su Youtube e sul sito della Middle stessa.

L'audiovisivo è diretto da Alessandro Gavazza e Lucio Laugelli, interpretato da Giovanni Pesce, Luca Robotti, Riccardo Saliceto e Linda Traversa. Auguriamo buona visione a tutti gli spettatori, augurandovi anche un buon 2010!

Clicca qui per guardare il corto


Clicca qui per accedere al sito della Middle Crossing

martedì 22 dicembre 2009

Vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino

nei versi di Gigi VINCENZI (TAMBA)

A seguire una lirica di …Buon Auspicio, scritta vent’anni fa da Gigi Vincenzi détto Tamba, secondo lo scutmai (soprannome, nôm de plume) che da sempre contraddistingue lui e la sua famiglia.
Vincenzi è uno dei migliori scrittori dialettali e non solo di casa nostra, un maestro del genere ed un vero maestro di scuola elementare che in età professionale insegnò in tutti i paesi della provincia di Ferrara, apprendendo ‘tutte le lingue dialettali ferraresi’, presenti e parlate, almeno allora, nel nostro stupendo territorio e le loro varianti.
Una lezione da non perdere, quella della poesia sottocitata, specie per i giovani, da ‘non dimenticare di ricordare’ per non ricadere in ‘errori’ come quel muro della vergogna il cui crollo Gigi celebrò, per l’appunto, nella sua poesia, scritta il 19 dicembre di quel 1989.
E poi ancora un altro suo simpatico pensiero in poesia sempre dialettale, non tradotto perché….comprensibilissimo, almeno da noi, ‘indigeni locali’: fa parte delle nostre belle tradizioni, un'altra fetta di quel patrimonio pure da ‘non dimenticare di ricordare’, perché la nostra identità è parte integrante, come tutte le altre, del mondo intero.

NADAL UTANTANÓV *
(Dopo la caduta del Muro di Berlino)

Col Nadal dl’ “…utantanóv”,
vèrs “Alvant” qualcosa as móv:
cascà “i mur” dla difidénza,
dla speranza as mét la sménza
che int al mónd, tut quant i stian,
i sa scambia stricà ad man!
Sgnór!…Fa in mòd ch’advénta véra
sta gran vója ad pas sinzèra!…



NATALE OTTANTANOVE – 19 dicembre 2009
(Dopo la caduta del muro di Berlino)

Con il Natale “…ottantanove”,
verso Levante (Est) qualcosa si muove:
caduti i muri della diffidenza,
della speranza si mette a dimora il seme
che nel mondo, tutte le persone,
si scambino strette di mano!
Signore!… Fa’ in modo che diventi vera
questa gran voglia di pace sincera!…

* Da: Grépul, Poesie e testi in lingua ferrarese, di Luigi VINCENZI – TAMBA , a cura di Maria Cristina NASCOSI SANDRI, Portomaggiore (Fe), Arstudio C ed., 2003

NADÀL E TRADIZZIÓN D’NA VÒLTA

Arbul, presèpi, stéla e tant lumìn…
Va in zir a unz’al spròch, pr’il cà, i zuvnit
cantand la Vècia’ ach pòrta i guciaró…

A mezanòt: a Méssa granda e pó…
bròd ad galina vècia coi caplit,
purè, salama, sabadún e vin!